La strada fantasma per uscire da Panama

La strada fantasma per uscire da Panama

Dopo le epiche avventure in Guatemala abbiamo continuato per il centro America, Honduras, Nicaragua, Costa Rica e Panama.

Tutti i paesi sopracitati non sono stati esplorati da noi a dovere, ed ognuno per ragioni diverse, ma specialmente perché sono costose (particolarmente la Costa Rica) e perché con il caldo che faceva volevamo arrivare in Sud America il prima possibile. Sappiamo benissimo quanti siti turistici ci siano in Centro America, specialmente le spiagge, vulcani e isole, ma passandoci attraverso sia Sophie che io avevamo la sensazione che si trattasse di destinazioni più adatte ad una bella vacanza, non ad un viaggio come il nostro.

Per esempio visto il caldo era proibitivo utilizzare la giacca ed i pantaloni da moto, quindi T-shirt e pantaloncini con il risultato di avere le braccia super abbronzate se non ustionate e il torace bianco. In più guidano come cani. Non esiste alcun segnale di svolta, le freccie le usano casualmente, di certo non per segnalare che stanno per svoltare, loro semplicemente si fermano e girano e tu devi avere i riflessi per evitare di investire la macchina davanti. Non c’è gran che per il motociclista. Solo una strada principale, la Panamerican highway, che attraversa il Centro America fino a Panama City. Di sicuro c’è dell’ottimo off-road, enduro, ma non eravamo organizzati, le gomme della moto ormai erano finite (e ancora stiamo cercando di sostituirle), e con il caldo che fa bisognava prepararsi psicologicamente ad un’altra sauna nella giungla, idea poco entusiasmante dopo l’avventura al El Mirador.

Morale della favola, purtroppo abbiamo lasciato perdere i posti famosi come Utilia e Roatan in Honduras, Granada in Nicaragua praticamente l’intera Costa Rica e El Salvador e Belize (che mi ispirava molto per il Blue Hole per le immersioni) e siamo arrivati a Panama il prima possibile, giusti per capodanno, celebrando alla marina con una cena improvvisata sul muretto del porto a base di patatine e una bottiglia di vino guardando i fuochi che si riflettevano sul mare.

L’entusiasmo e l’orgoglio per essere arrivati alla fine del centro America, con la nostra moto, nel punto più lontano possibile da dove siamo partiti che si possa raggiungere per via terra, overland, alla fine dell’anno, sono sfumati velocemente quando ci siamo accorti in che guaio eravamo finiti.

Sapevamo del Darien Gap, una giungla velenosa tra Panama e Colombia, quel piccolo pezzo di terra che unisce due continenti mastodontici, che non ha una strada… proprio così. Il nord ed il sud America non sono uniti da una strada anche se confinano. Non è ridicolo? Hanno scavato, sempre a Panama, un secolo fa, un canale gigante utilizzato dalle navi più grandi al mondo per passare velocemente dall’oceano Atlantico al Pacifico. Opera ingegneristica colossale. Ma una c**zo di strada no. Quella no. Ma come può essere?  Beh, molti incolpano la giungla in se. È impossibile da costruire… mah! Altri sono più schietti. È colpa dei marco trafficanti che controllano la regione e che a quanto pare hanno influenze in altri settori, come il trasporto aereo e navale. Fin tanto che li non c’è una strada, tutti appare il turista ci guadagnano.

Ok, ci si mette il cuore in pace e si cercano altre soluzioni. La soluzione più ovvia è via mare ma ci sono molti ma…

  1. Non ci sono traghetti (ma com’è possibile???)
  2. La Colombia specificatamente vieta alle imbarcazioni di trasportare moto (ma allora siete stronzi oltre che opportunisti)
  3. Solo una manciata di velieri turistici che fanno il giro per le isole San Blas e sbarcano a Cartagena, sono grandi abbastanza e hanno il permesso di portare le moto. Si tratta di 5 giorni in barca di cui 3 per le isolette paradisiache dell’arcipelago e 2 giorni di mare aperto. Il costo si aggira sui 1100 dollari per passeggero con moto e 550 per passeggero. Il problema è che questi sono molto gettonati non solo dai motociclisti, a quanto pare i 550$ li valgono tutti e quindi era tutto prenotato fino a Marzo. Ma se c’è così tanta richiesta, perché solo due velieri lo fanno? Misteri…

La via per andare da Panama alla Colombia non esiste, è solo un fantasma.

Alla fine, dopo qualche giorno di stress e nervosismo nel caldo cocente di Panama riesco a mettermi in contatto con un “capitano” disposto a portarci in barca in Colombia. Ci siamo incontrati nel porticciolo dove teneva la barca, anzi barchetta. Era solo una barchetta dei pescatori, quelle piccoline senza tettoia, lunga 5/6 metri. Apparte il fatto, che ancora non sappiamo come intendesse caricare e scaricare la moto, proponeva di partire da Panama e arrivare direttamente a Bonaventura in 24 ore di navigazione. Sembrava una follia anche se il senso dell’avventura ancora non ci faceva rifiutare. Purtroppo anche lui chiedeva 1500$. uno sproposito secondo noi. Un po amareggiati abbiamo rifiutato. Ma di sicuro l’opzione era eccessivamente rischiosa e a che un po illegale.

I giorni passavano a Panama senza risultati, senza svolte. Viviamo in un Airbnb da Tomas e in un paio di hotel da 25$ a notte. Mandavamo centinaia di email a qualsiasi agenzia di trasporti per nave o aereo, ma nessuno sembrava avere una soluzione e la città non ci piaceva gran che. Troppo costosa fuori dai quartieri poveri, ma troppo complicata fuori dai quartieri ricchi. Presi un po male valutiamo l’opzione di vendere la moto.

Il perfetto idiota manager di BMW Panama che non sa neanche di essere al mondoAndiamo al concessionario BMW per fare un tagliando a Titine. Costa quanto in Europa e si tratta dello stesso stile di conce insopportabile. Sembra di aprire un conto in banca. Nonostante ciò, il meccanico è giovane e onesto, Venezuelano, e ci dice chiaramente cosa serve alla moto e cosa può aspettare. Morale della storia, facciamo la regolazione delle valvole, cambio olio, pulizia del motore perché perdeva olio e un servizio generale. Ma niente cambio di pastiglie dei freni, pneumatici e catena che possono aspettare un po. Il giorno dopo, al ritiro della moto, abbiamo un’esperienza poco piacevole, il conto è di 100$ superiore al previsto. Si accorgono di aver sbagliato e ci presentano un altro conto 20$ superiore. Il problema è ci fanno aspettare due ore, e vediamo che il manager post vendita continua a snobbarci ed evita di parlarci o di risolvere la situazione. Nessuno ci spiega niente, e iniziamo ad irritarci. Alla fine, il buon meccanico ci dice più o meno “mi dispiace, l’errore è mio e ci sarebbero questi 20$ in più”, io gli rispondo “ok, no problem, li pago ma solo se il manager viene qui a spiegarmi qual’è l’errore visto che lo aspettiamo da 2 ore”. Dopo due minuti il meccanico torna, e ci fa pagare il prezzo pattuito il giorno prima. Il manager di BMW Panama, è così senza palle da aver paura di affrontare un cliente che vuole solo una spiegazione, preferisce perderci. Robe da matti. Dubito che la mia prossima moto sarà una BMW.

Un giorno incontriamo Walter, che Soph ha conosciuto grazie a Horizons Unlimited e si trovava nella stessa situazione. Bel personaggio, ci troviamo bene, lui è canadese ma con origini di El Salvador, quindi parla spagnolo fluentemente. Confrontiamo le strategie adottate e fallimentari per varcare il confine, e lui ci dice di aver rinunciato e di essere pronto per tornare indietro, a Toronto. Personalmente non riuscivo a pensare a niente di peggio di rifarmi il centro America da sud a nord.

Il giorno dopo saliamo in moto, ci dirigiamo verso l’aeroporto, il terminal cargo. Riusciamo a parlare con un paio di agenzie e decidiamo di spedire la moto con servicarga che costa sui 1000$. La sera ne discutiamo con Walter e gli facciamo cambiare idea. Spedirà la moto con noi, e da 1000$ ne spendiamo 700$ a moto perché possiamo condividere varie spese burocratiche. Il volo per noi passeggeri invece costa 120$ a testa con vivacolombia.com. Ci vogliono un altro paio odi giorni per fare le carte e pagamenti. Ma finalmente ci avviciniamo alla meta 🙂

Ma non potevano renderci la vita più facile e pubblicizzare un po meglio questo unico procedimento possibile per varcare questo maledetto confine? Devono proprio rendere la vita del motociclista miserabile? Perché devono metterci i bastoni tra le ruote? E fate partire questo maledetto traghetto!

Quando finalmente siamo sbarcati in Colombia mi sono sentito come dopo aver dato un esame universitario! Che missione è stata!??! Ora si svolta, tra pochi giorni saremo di nuovo per strada, guidando verso sud e non vedo l’ora!

Andiamo all’aeroporto, alla DHL a recuperare la moto. Come sempre ci vuole una giornata per fare carte, controlli e pagamenti. Dal deposito DHL ci devono costruire una rampa per far uscire le moto, dall’alto era un po pauroso, ma niente di che, anche se Walter, con il suo scrambler da 300kg rompe il bancale che fa da sostegno.

La sera qualche birra meritata a Bogotà in compagnia di Rubens, inglese che viaggia velocemente su un Gold Wing 1800cc. Non paura di parcheggiarlo in mezzo al quartiere peggiore della città. Ha comprato la moto ad Orlando e ha superato tutto il Messico in 4 giorni. Roba da non crederci.

Related posts

Perù & Bolivia

Finalmente al confine con la Bolivia! Siamo al confine di Cocacabana, a 3800 metri a pochi passi dal lago Titikaka (lago del Puma, perche' secondo i locali sembra un puma che cattura un coniglio, che immaginazione!). Mi dispiace veramente dire “finalmente”, mi dispiace essere cosi critico...

Le montagne del Perù

Le montagne del Perù

Day 1 - da Chimbote a Yungay Sarà che stamattina eravamo con la luna giusta, sarà che stavamo partendo per le montagne lasciandoci alle spalle per qualche giorno il deserto, sarà che abbiamo fatto una bella colazione in camera, finalmente eravamo circondati da un’aurea più positiva di...

  • IMG_0427.jpg
  • IMG_20160126_164153531.jpg
  • IMG_0428.jpg
  • IMG_20160127_142226323.jpg
  • IMG_0446.jpg
  • IMG_0448.jpg
  • IMG_0450.jpg
  • IMG_0451.jpg
  • IMG_0437.jpg
  • IMG_0465-e1454334456216.jpg
  • IMG_20160128_142806204.jpg
  • IMG_20160128_142812843.jpg
  • IMG_20160128_164010519.jpg
  • IMG_20160129_111512286.jpg
  • IMG_20160129_111518879.jpg
  • IMG_20160129_120227953.jpg
  • IMG_20160129_120744462.jpg
  • IMG_0471.jpg
  • IMG_0476.jpg

L'odissea del deserto Sechura, Perù

Sono ormai quattro giorni che a causa di uno straordinario conseguirsi di sfighe siamo bloccati a nord del Perù, a Piura, Chiclayo e Chimbote, città nel mezzo del deserto dal quale non vediamo l'ora di andarsene. L'impatto con il Perù, devo ammettere, non è stato amore a prima vista. La...

Leave a comment