L’odissea del deserto Sechura, Perù

L’odissea del deserto Sechura, Perù

Sono ormai quattro giorni che a causa di uno straordinario conseguirsi di sfighe siamo bloccati a nord del Perù, a Piura, Chiclayo e Chimbote, città nel mezzo del deserto dal quale non vediamo l’ora di andarsene.

L’impatto con il Perù, devo ammettere, non è stato amore a prima vista. La frontiera di Macarà è composta da un paio di baracche in mezzo al deserto, una temperatura quasi insopportabile, un odore nauseabondo e due ufficiali Peruviani che tentano invano di spartirsi i compiti. L’ufficiale più anziano, era un semplice analfabeta, con qualche serio problema di memoria a breve termine, tentava di inserire i dati della moto e del passaporto nel computer premendo un tasto ogni trenta secondi. Il giovane, ha tutto il mio rispetto per riuscire a mantenersi paziente con il suo superiore. Le conversazioni per decidere cosa inserire nel database erano circa così:

peru-map-1ufficiale anziano: “di che colore è la moto?

io: “bianca

ufficiale giovane: “bianca

ufficiale anziano: “dov’è la moto?

io: “davanti a te, eccola li”

ufficiale giovane: “davanti a te, eccola li”

ufficiale anziano: “e di che colore è?”

io: “ma non la vedi? è bianca”

ufficiale giovane: “bianca”

ufficiale anziano: “mi faccia controllare i documenti di nuovo…” poi dopo mezz’ora continua “ma non c’è scritto di che colore è

io: “è bianca

ufficiale anziano: “mi ripassi i documenti

ufficiale giovane:  “nei documenti non è scritto, inserisca pure bianco

ufficiale anziano: “ok

una volta davanti al computer, nel momento di inserire il dato “bianco”:

ufficiale anziano: “ha il numero del motore?

io: “non è riportato nel libretto italiano, ma prima meglio inserire il colore

ufficiale anziano: “di che colore è la moto? ha i documenti perfavore?

e cosi via per ogni dato.

Quando riusciamo nell’impresa ci dirigiamo verso la prima città lungo la Panamericana visto che ormai si fa buio, precisamente a Las Lomas.

Las Lomas è un paesello con una piazza simile alla maggior parte delle piazze Centro/Sud Americane, quadrata con panchine ed alberi, solo che in questo caso le strade attorno sono di sabbia. È il compleanno di Sophie così chiediamo direzioni per il miglior ristorante in zona e finiamo per mangiare cinese (e si rivelerà la miglior cena dei seguenti 3/4 giorni). A quanto pare il Perù in passato è stato vittima di una massiccia immigrazione di cinesi e ancora oggi la cucina tipica ne risente.

Il giorno seguente inizia con una bella sorpresa, la gomma posteriore di Titine è sgonfia. Io detesto avere inconvenienti quando sono trenta gradi o più, mi innervosisco, in più senza colazione, a stomaco vuoto e senza una dose sufficiente necessaria di caffeina rimango in zona sonnambulismo. Presa coscienza della tragica situazione del pneumatico posteriore mi dirigo con al seguito lo scrambler di Walter e Sophie alla ricerca di un gommista. Il tragitto mi riporta alla realtà peruviana, una discarica ai lati della strada, un odore nauseabondo che va dal pesce marcio al topo arrostito, il tutto condito da una polvere sabbiosa che circonda tutto. Arriviamo dal gommista che non è altro che un gazebo che copre un signore con qualche attrezzo e un altro paio di individui che se la raccontano. Morale della favola, la gomma nuova è difettosa. Perde aria, ma non si può riparare. Ottima notizia. Partiamo ugualmente e gonfieremo la gomma ogni mattina prima di partire.

Ci addentriamo nel deserto, quello vero, è solo roccia e sabbia con qualche arbusto più morto che vivo qua e la, ma soprattutto con l’immondizia e l’odore rivoltante che non ci abbandonano. Iniziamo a renderci conto che ormai i paesaggi divini, rilassati, coltivati e selvaggi di Colombia e Ecuador sono nel passato…

Il maledetto kilometro 922 del deserto Sechura

Il maledetto kilometro 922 del deserto Sechura

Oltrepassiamo la città di Piura, anch’essa estremamente sporca e trafficata e continuiamo la Panamericana nel deserto Sechura sperando di arrivare almeno a Chiclayo e possibilmente a Trujillo. Viaggiamo tranquilli quando improvvisamente TOKKK! La moto fa un rumoraccio, sembra che qualcosa di metallo si sia spezzato e si spegne in corsa. Il cruscotto con o senza chiave indica “ING OFF”. Siamo nel mezzo del deserto, al chilometro 922, intorno a noi non c’è niente, qualche arbusto, dune e camion che passano ogni 2/3 minuti. Dopo un bel po di teorie, test e fallimenti decidiamo che è un problema di batteria, anche se non ne siamo sicuri e non ci spieghiamo come sia possibile. Dopo qualche minuto vedo Sophie e Walter allontanarsi sullo scrambler verso Piura, alla ricerca di una nuova batteria. Passo un bel paio d’ore da solo nel deserto, e solo una coppia di motociclisti colombiani si ferma a chiedere se tutto va bene, tutti gli altri tirano dritto. Mi siedo sotto l’ombra di un cespuglio e aspetto.

I due campioni tornano con una batteria nuova! Ma quando la montiamo, dopo aver aspettato un’ora e mezza che si raffreddasse, la moto non parte e da gli stessi messaggi di prima. Siamo esterrefatti, abbiamo perso mezza giornata, siamo ancora in mezzo al deserto, sta diventando buio e non abbiamo risolto nulla. Vediamo un serpente a strisce nere, bianche e rosse passare dove poco prima io ero seduto.

È buio pesto e siamo ancora con la moto rotta in mezzo al deserto. Se torniamo indietro, Piura è a 70 Km, se si continua Chiclayo è a 120 Km. Iniziamo a tentare di fermare passanti in macchina o forgone. Un santo di nome Jorge su una Peugeout 207 si ferma, leghiamo una corda dalla macchina al pedale sinistro della moto e mi traina per una trentina di chilometri fino ad un ristorantino per i camionisti che si fermano di notte in mezzo al deserto per un pisolino o per una sveltina con qualche damigella locale. Qui, sotto la supervisione di Jorge e del titolare del ristorante rismontiamo mezza moto sostituiamo la batteria con quella dello scrambler e la Titin si mette in moto! Ci hanno venduto una batteria di ricambio difettosa. Che culooooooo!!! Almeno il mistero è risolto, lasciamo la batteria difettosa caricarsi per mezzora e partiamo per Chiclayo!

Dopo 20 Km la spia della riserva si accende. Oggi il fato non voleva che arrivassimo a Chiclayo. Ci giriamo e torniamo a Piura. Per mezzanotte troviamo un ostello. Anche in questa occasione, come a Las Lomas, non mi trovo bene con i gestori dell’ostello. Non sembrano interessati, danno l’impressione di parlarti perché devono e hanno sempre un tono poco amichevole.

Finalmente, la mattina, dopo aver visitato il negozio che ci ha venduto la batteria per farcela riparare, partiamo e felicemente ci lasciamo Piura alle spalle. A pochi minuti dal chilometro 922 Walter che guida davanti a noi accosta e si mette le mani sul casco abbassando la testa. Penso ad uno scherzo. Ed invece no… lo Scrambler si è spento in corsa e non si riaccende più. Qui c’è qualcosa di diabolico. Forse non dobbiamo continuare per questa strada sporca e puzzolente, forse questo è un angelo custode che ci invia segnali, forse è meglio cambiare i piani.

E invece no. Dopo un’ora di ispezione e teorie Walter che è un meccanico e di moto ne capisce decide che è partita la centralina. Prendiamo una corda, leghiamo una moto all’altra e lo traino fino a Chiclayo. Grosso problema per la reputazione di Scrambler e l’onore di Walter. Una BMW sta trainando una Triumph Scrambler. HAHAHAHA!

Putroppo l’unica officina Triumph del Peru è a Lima, ma abbiamo trovato un autobus cargo che porterà la moto a Lima sabato mattina. Il che ci da tutta venerdì per curiosare a Chiclayo e visitare la spiaggia che ci era stata consigliata da Jorge.

In città ha piovuto, le strade sono infangate, l’immondizia è ovunque, l’odore si mescola all’umidità e diventa un mix da cui non si può fuggire. Alla vista di un bambino che nella via principale di shopping, tra le modeste vetrine del corso, esce da da una porta e fa pipi in strada si gira e torna dentro, decidiamo di salire su un tuc tuc e dirigerci verso la spiaggia alla ricerca di orizzonti più decenti.

Qui tutti lanciano la loro immondizia in strada, ovunque, senza il minimo problema. E senza farci caso ci camminano sopra e ci vivono attorno, forse non notano più ne l’odore, ne i rifiuti. I bagni dei locali, bar, ristoranti, stazioni di rifornimento non hanno sapone o carta igienica. Inoltre quasi nessuno sorride e l’ospitalità non è di casa. Il Perù veramente non mi piace, non vedo lora di andarmene, per ora mi fa pena e anche un po schifo. Scusate se non ci vado leggero ma non sto proprio legando con questo paese. Mi auguro che continuando a sud migliori il nostro rapporto.

Surprise surprise, sabato mattina mi sveglio per correre in bagno. Crampi allo stomaco che non mi permettono di alzarmi dal letto o fare alcuna cosa. Purtroppo resteremo qui tutto il giorno e la notte a causa di un probabile virus intestinale. E che potevo aspettarmi da queste condizioni? Sono abbastanza delicato di stomaco, mi ammalo quasi sempre quando viaggio, ma qui c’ero stato attento a bere solo acqua in bottiglia.

Mi sono reso conto di non aver fatto molte foto, apparte delle vicende sfigate ma divertenti dei problemi con le moto, e non so se sia perché ho già perso interesse o perché voglio perderlo e voglio lasciarmi questi giorni alle spalle e non includerli in questo meraviglioso viaggio. Comunque sia, mi dispiace non documentare con foto questi giorni.

Oggi, il gestore di un ferramenta ci ha trattenuti per sapere che ci facevano due europei nel suo piccolo negozio e ci ha avvertiti di stare molto attenti in Perù, la criminalità è molto alta e anche violenta, poi lungo la strada per Chimbote, ci siamo fermati per un caffè alla stazione repsol, il cui gestore è stato gentile e curioso di sentire le nostre vicende. Finalmente qualcuno di simpatico 🙂 Alla domanda del dipendente repsol “allora vi piace il Perù?” Sophie non sapeva che rispondere: “eeehhhh, behhh, siiiii ma c’è il problema dell’immondizia…” e lui “eh già, è così in tutto il paese, purtroppo la corruzione è la nostra condanna”.

Qui chiunque tira le proprie cartacce in mezzo alla strada, urina per strada, ricopre il deserto di rifiuti, lancia i sacchi di spazzatura in mezzo alle dune. Le strade e il deserto sono le loro discariche. Non lo voglio scrivere con tono accusatorio, mi dispiace per loro, mi rendo conto che non è semplice e non mi sono mai trovato nella loro situazione, ma questo paese che io pensavo sarebbe stato bello, armonioso e mistico, è praticamente sull’orlo della rovina. Non si può scaricare la colpa intera sulla a corruzione che sicuramente ha i meriti maggiori, e in Italia sappiamo molto bene come funziona visto proprio il caso della monnezza a Napoli, sappiamo come i soldi per le infrastrutture si convertono in cene e aperitivi per gente che dovrebbe essere in galera. Ma mi auguro che i peruviani riescano a  responsabilizzarsi un po sotto questo punto di vista. Magari con le elezioni presidenziali che sono ora in corso. È un peccato. Sono sicuro che questo paese avrebbe molto da offrire, non solo Matchu Picchu e Nazca. Per ora non se consiglierò a nessuno di visitare il Perù.

Spero di rimangiarmi le parole e cambiare opinione continuando verso sud, sempre che le fighe finiscano 😉

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8 Comments

  1. Fabio 02/02/2016
    Reply

    Ben Dio, grandiosi, trainare un triumph in mezzo al deserto!

    • Sophie Guedon 03/02/2016
      Reply

      Povero Walter non era troppo contento ma l’ha preso con filosofia 🙂

      • Massimo 04/02/2016
        Reply

        eh si, meglio farsi trainare che spingere 300 kili di scrambler sotto il sole dell’equatore :0

        • Fabio 05/02/2016
          Reply

          quando torni mi spieghi la tecnica, da ragazzini era consuetudine appoggiare il piede all’ammortizzatore dello scooter in panne.

          • Massimo 06/02/2016

            io da piccolo prendevo a calci lo scooter. Maledetto Formula 50 Italjet.

            ora però inizio a capire. Fare uno scooter è molto più difficile che fare una moto. La moto quando la progetti la fai sapendo che il proprietario se ne prenderà cura. Quando fai uno scooter, lo devi progettare per gente che nel giro di un nanosecondo accelera, accende il mezzo, parte, toglie il mezzo dal cavalletto in qualsiasi ordine. E parte subito a manetta. non penso sia facile costruire qualcosa in grado di sopportare tutto ciò.

      • Fabio 05/02/2016
        Reply

        ogni tanto farsi trasportare non è poi così male credo, anche se sei sopra una moto!

    • Massimo 04/02/2016
      Reply

      è stato facile. Il monocilindrico non si ferma mai!!! la batteria però ogni tanto si che si ferma…

      • Fabio 05/02/2016
        Reply

        Il SuperLandini pompa sempre senza problemi

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